Psicomotricità
Psicomotricità al nido scoprire ed esprimere potenzialità ed emozioni
La psicomotricità è una pratica educativa ideale per i più piccoli, perché lavora più sul linguaggio corporeo che su quello verbale, permettendo ai bambini di avere maggiore fiducia nelle proprie capacità e ad essere più sereni. Due sono i filoni principali di questa attività nata in Francia negli anni Sessanta: quello funzionale orientato a promuovere un corretto sviluppo psicofisico e quello relazionale, che lavora sulle emozioni attraverso il gioco libero.
Consigliatissima la psicomotricità al nido perché favorisce da subito un’integrazione armonica di diverse sfere: motoria, sociale, affettivo-relazionale, cognitiva.
Psicomotricità al nido: la metodologia seguita è basata sul gioco libero, che viene accolto e valorizzato dall’educatrice che accoglie e valorizza spunti e richieste dei bambini, lavorando come una facilitatrice che li accompagna alla scoperta di sé e delle proprie risorse.
Questa attività è un’ottima alleata per rinforzare l’autostima e migliorare il rapporto con i pari e l’ambiente circostante, percepire e conoscere il proprio corpo, armonizzare il movimento, oltre a stabilire i pre-requisiti per equilibrio, coordinazione e cammino. Eppure i veri obiettivi psicomotricità al nido non sono solo l’uso del corpo o del movimento in senso fisico.
«La vera palestra che si propone è di tipo emotivo – spiegano i terapisti/psicologi/psicomotricisti, – È lì che la psicomotricità concentra tutta la sua attenzione osservativa ed è lì che essa dispiega tutte le sue competenze tecniche per poter offrire al bambino la condivisione empatica in cui risiede un adeguato rifornimento all’Io come fondamento di ogni processo d’autonomia, e in cui contemporaneamente risiede una vera ed efficace educazione alla regolazione emotiva»
Psicomotricità al nido esercizi: alcuni esempi
Tra i giochi di psicomotricità al nido più gettonati il percorso a ostacoli, che permette di sviluppare coordinamento motorio e senso del ritmo o la grande palla, su cui il piccolo si può dondolare sperimentando equilibrio e ricerca del baricentro. Da provare anche cerchi, aste ginniche e materiali destrutturati, il tutto svolto nella massima sicurezza su materassi e pavimentazioni morbide.
Giochi di psicomotricità al nido: il divertimento al primo posto
A questi si aggiungono giochi di psicomotricità al nido liberi in cui il bambino può scegliere come utilizzare i materiali a sua disposizione, sviluppando creatività e inventiva. È il caso dei giochi morbidi, cubi, coni e altre forme geometriche morbide perfette per sperimentare e allo stesso tempo sviluppare nuove competenze. Fondamentale inoltre divertirsi: l’aspetto ludico, infatti, è essenziale per l’integrazione dell’apprendimento.